Mar

05

Mag

2009

La Salvezza Appartiene al Nostro Dio Stampa E-mail
News - Vita Comunitaria
Una grande tenda, immersa in un meraviglioso parco, lontano dai rumori del mondo e della vita quotidiana: è stato il  Palamontepaschi di Chianciano ad ospitare quest’anno il XVII Convegno Nazionale della Comunità Gesù Ama, per 4 giorni è diventato tempio e dimora di Dio, casa di un popolo grande, festoso, orante che alla Sua presenza ha ritrovato vigore, ha  lodato a gran voce e ricevuto grazie straordinarie.Guarda le foto

Il Signore aveva preparato ogni cosa, tutto era pronto perché la Sua salvezza diventasse la nostra, perché il Suo trono prendesse posto in mezzo al Suo popolo. Quattro giorni intensi, caratterizzati da una straordinaria vivacità di azione dello Spirito Santo, che ci ha sorpreso, rapito, trasformato. Da subito abbiamo avvertito che la potenza di Dio si sarebbe manifestata nella pienezza, toccando tutti indistintamente. Il primo giorno ha preso il via con la benedizione della Sala presieduta da Padre Pier che come sempre ci ha invitato ad uscire dagli schemi, a restare in attesa di un vento, quello dello Spirito Santo che ci avrebbe presto investito, portandoci nel suo vortice, per poi agire intimamente, con guarigioni profonde dell’anima…Ma di fatto era come se quel luogo fosse pronto per noi da sempre, una Gerusalemme celeste, una città santa in cui ciascuno di noi ha avuto la grazia di abitare.


Durante la prima preghiera comunitaria abbiamo vissuto il perdono di Gesù: forte la commozione nel vedere una fila immensa e composta in attesa di prostrarsi davanti alla croce. La celebrazione eucaristica di apertura è stata invece presieduta da Don Marco Vianello, Consigliere Spirituale della Comunità, che durante l’omelia ha voluto sottolineare la valenza simbolica della Tenda, che è luogo dove secondo la scrittura avviene l’incontro con Dio, luogo in cui Dio sceglie di abitare, ma è anche il luogo della sosta, dove il popolo del Signore, costantemente in cammino decide di fermarsi. Don Marco ci ha fatto riflettere sull’importanza della comunità, dell’essere un corpo  che non è solo fruitore e destinatario di salvezza ma anche testimone autentico.


Il secondo giorno di convegno  abbiamo vissuto una potente preghiera di liberazione. Il Signore è venuto a spezzare le catene, i legami con la morte, con il passato, con la droga, il sesso, l’alcol e tutti i mali di questo mondo di cui spesso siamo vittime. Gesù è passato in mezzo al Suo popolo, si è fermato vicino ad ognuno e chi ha toccato il Suo mantello è stato liberato, guarito. Molti sono stati i fratelli che dopo aver ricevuto preghiera, sono rinati a vita nuova. La forza taumaturgica di Cristo è stata davvero inarrestabile, ha tolto di mezzo gli idoli, ha schiacciato i demoni, qualunque forma e peso avessero e ha riaffermato la Sua signoria, riappropriandosi progressivamente di quel trono che spesso viene occupato ingiustamente, usurpato e che invece spetta a Lui soltanto. Dopo la preghiera, la relazione di Don Angelo Panzetta: “Benedetto il Signore che ha visitato e redento il suo popolo”. Dalle sue parole, straordinarie come sempre, abbiamo compreso l’importanza, anzi la necessità di riappropriarci della preghiera di benedizione, che nasce dallo stupore di veder realizzato ciò che è umanamente impossibile, dalla contemplazione di ciò che Dio fa per noi. Quando il Signore visita ciascuno di noi, irrompe nella nostra vita, entra per cambiare, stravolgere, apre prospettive di salvezza: come quando visita Sara, una donna sterile e la rende feconda. Secondo l’insegnamento di Don Angelo anche il nostro Convegno Nazionale è esempio dell’irruzione di Dio in una comunità e da questa invasione di potenza si palesa la grazia della salvezza ma anche la responsabilità della testimonianza, dell’avvenuta redenzione.


A seguire la messa celebrata dal nostro amato Don Cesare Nosiglia, Vescovo di Vicenza, che in questa occasione ha voluto portarci il riconoscimento diocesano della città, inevitabilmente accolto da applausi fragorosi…Come di consueto, Mons. Nosiglia ci ha spronato energicamente ad essere testimoni, collaboratori di questa salvezza che deve lambire tutte le estremità della terra: “Qualunque cosa facciate -ha detto Don Cesare- fatela per il Signore; riconoscete nell’appartenenza a questa comunità il segno gratuito dell’amore di Dio, che vuole servirsi di ciascuno di voi…Qualsiasi ambiente della vostra vita, diventi campo dove seminare, a cominciare dalle vostre famiglie, che siano piccoli focolari in cui si manifesta lo Spirito e da cui lanciare ponti di speranza, di amicizia, di amore, per altre famiglie e da qui per l’intera comunità cristiana, per la Chiesa tutta”. 

 A sorpresa in questa seconda giornata di convegno la visita di S. E. Mons. Rodolfo Cetoloni, Vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, che ha voluto portarci il suo saluto, augurandoci di proseguire nel cammino carismatico, con la certezza ma al tempo stesso lo stupore costante di essere un popolo eletto che appartiene a Dio. Per iscritto ci sono giunti anche i saluti di S. E. Mons. Benigno Papa, vescovo di Taranto e di S.E. Mons. Luigi Cantafora, Vescovo di Lamezia Terme che non potendo essere presenti hanno voluto assicurarci la loro preghiera e il loro sostegno. Ha chiuso questa giornata la relazione di uno dei membri del CNS, Laura, sul tema “Ecco la dimora di Dio con gli uomini”.

Straordianria ed intensa anche la terza giornata di incontro, iniziata con la celebrazione eucaristica di Mons. Mauro Parmeggiani, ora Vescovo di Tivoli, a cui la comunità tutta, ma soprattutto i giovani sono particolarmente legati. Anche lui, ha messo in evidenza il dono grande che ciascuno di noi trova nella comunità, nell’essere parte di un corpo, nel condividere momenti di preghiera, nel riconoscere l’amore di Dio che si manifesta in ogni fratello imparando ad essere fedeli, ad osservare i comandamenti, ad essere specchio che riflette la luce del Signore.

 La preghiera che ha seguito la Santa Messa è stata un’esplosione dell’amore di Cristo Risorto, che ha vinto l’oscurità, redento l'umanità, ha squarciato le tenebre, ha compiuto miracoli e prodigi evidenti che poi sono stati testimoniati: guarigioni fisiche, riconciliazioni familiari, conversioni. La preghiera del pomeriggio è stata animata da alcuni giovani,  rappresentanti di tutte le comunità presenti sul territorio nazionale: leit motiv è stato l’annuncio di una salvezza palese, che non è più solo una promessa ma una certezza che assume forme diverse. Attraverso una nuova pentecoste, lo Spirito ha risvegliato doni e carismi, ha suscitato profezie, ha agito nella pienezza, ci ha letteralmente investito e noi ci siamo lasciati travolgere. Un momento particolare è stato quello vissuto tra le famiglie, l’abbraccio misericordioso di Dio Padre, è diventato l’abbraccio tra mogli e mariti, fratelli e sorelle, genitori e figli. A seguire la relazione di un altro membro del CNS, Ciro, sul tema del Convegno “La salvezza appartiene al nostro Dio seduto sul trono e all’Agnello”.

 La sera, come di consueto la rappresentazione sacra, messa in scena dai giovani della comunità di Roma, che ha toccato molti cuori e regalato un momento di gioia, di festa e commozione.L’ultimo giorno, durante la preghiera comunitaria abbiamo ricevuto un nuovo mandato come testimoni di ciò che abbiamo visto udito. Il Signore è venuto a riconfermare la nostra chiamata, ha messo dentro di noi un nuovo desiderio di seguirlo, ha consegnato nelle nostre mani un piccola fiamma, chiedendoci di andare ad incendiare il mondo, ad annunciare a tutti che Lui è il Salvatore potente. Dopo le testimonianze, ha chiuso il Convegno la celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Pierpaolo Felicolo che fermamente ci ha incoraggiato a tornare nelle nostre case certi che lo Spirito Santo è un compagno fedele, che agisce con noi e attraverso di noi. Ci ha invitato a seguirlo, senza mai perdere di vista la nostra spiritualità, la bellezza e la straordinarietà carismatica, riprendendo le parole tratte dagli Atti degli Apostoli, ci ha spinto a non perderci d’animo perché “la pietra che i costruttori hanno scartato, è diventata testata d’angolo” Noi, siamo quelle pietre, di cui Gesù ha bisogno per costruire la sua dimora in mezzo agli uomini.

Un grazie particolare a tutti coloro che hanno reso possibile questo Convegno, ai fratelli dell’organizzazione, del servizio, del baby parking, della liturgia, della Corale Nazionale che ha instancabilmente animato e sostenuto tutti i momenti di preghiera, di adorazione, di festa regalandoci la gioia di cantare per il Signore, di percepire e vivere la Gloria di Dio artefice e regista indiscusso di questi straordinari 4 giorni!