Comunità Gesù Ama
del Rinnovamento Carismatico Cattolico
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Mer 13 Feb 2008 |
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Domenica 17 febbraio a Lizzano ci attende un appuntamento davvero importante! Alle ore 10.00, presso il Convento di S. Pasquale, si svolgerà la giornata comunitaria. La novità è che riceveremo la visita pastorale dell'Arcivescovo della Diocesi di Taranto, S.E Mons. Benigno Luigi Papa, che da diversi anni segue con amore paterno e dedizione il cammino della comunità e le sue molteplici iniziative.
Di seguito riportiamo il messaggio che Mons. Papa ha inviato il 6 febbraio, mercoledì delle ceneri, in occasione dell'inizio della Quaresima
Fratelli e Sorelle carissimi!
1. Il messaggio per la quaresima di quest’anno che consegno alla nostra comunità cristiana prende le mosse da una frase che leggiamo nella recente Lettera Enciclica del Santo Padre: « la misura dell’umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente. Questo vale per il singolo come per la società » (Spe salvi n. 38). Sono parole che si trovano all’interno di una trattazione che ha come tema l’agire e il soffrire come luoghi di apprendimento della speranza. È un capitolo dell’Enciclica davvero molto bello e interessante, che merita di essere approfondito e soprattutto tradotto in termini di vita concreta da parte delle singole persone e da parte della società come realtà istituzionale. È un capitolo che interpella in modo particolare noi cristiani e le nostre comunità ecclesiali. Essi hanno sempre fatto riferimento alla figura evangelica del buon samaritano come paradigma dell’esercizio della carità.
2. Le parole del Santo Padre, citate prima, attestano che il cristianesimo si manifesta, tra l’altro, come una religione che umanizza la vita proprio per la modalità con cui esso è capace di dare un senso alla sofferenza e di stare vicino ai sofferenti, perché essi avvertano di non essere soli e mantengano viva la speranza nella vita che Dio, nel suo infinito amore, ci ha donato nella persona di Gesù Cristo, morto e risorto per noi. Nella bimillenaria storia della Chiesa l’esercizio della carità ha trovato corpo nelle opere di misericordia con le quali i cristiani hanno prestato aiuto al prossimo nelle sue necessità corporali e spirituali. Nella tradizione cristiana sono chiamate opere di misericordia spirituale: istruire, consigliare, consolare, confortare, sopportare con pazienza, perdonare. Sono chiamate opere dio misericordia corporale: dare da mangiare a chi ha fame, ospitare i senza tetto, vestire chi ha bisogno di indumenti, visitare gli ammalati e i prigionieri, seppellire i morti.
3. Fratelli e sorelle carissimi, ho riproposto per la quaresima di quest’anno la pratica di queste opere di misericordia spirituale e corporale perché esse sono una modalità concreta, possibile a tutti di manifestare l’amore per i poveri e di aiutare coloro che si trovano a lottare con le forme più diverse di sofferenza umana. Invito la comunità cristiana e in modo particolare le comunità parrocchiali a continuare a proporre ai fedeli e a praticare esse stesse questa preziosa testimonianza di carità silenziosa e capillare. Anche con questi gesti le parrocchie si propongono al territorio come segno di speranza, come fattore decisivo per la umanizzazione della vita. È questo il motivo per cui la Diocesi ha deciso di preparare coloro che, animati da autentica carità cristiana, sono disponibili a stare vicino ai malati e alle loro famiglie, quando esse sono visitate dalla malattia. L’istituzione del ministero della consolazione va compreso e vissuto all’interno della logica della condivisione e dell’esercizio della carità che caratterizza, in maniera specifica, la nostra vita cristiana.
5. Con l’augurio che il cammino quaresimale rafforzi in tutti i valori della giustizia, della solidarietà e della carità cristiana, vi benedico di cuore con affetto paterno.
Dato a Taranto, dal Palazzo Arcivescovile, il giorno 6 febbraio, mercoledì delle Ceneri, dell’anno 2008, XVIII di Episcopato
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