Mi chiamo Francesco, frequento la comunità di Palma di Montechiaro da un anno e il 30 Gennaio insieme a mio padre e mia madre ho ricevuto l’Effusione dello Spirito Santo. L’11 Marzo del 2008, allora avevo 16 anni ed ero lontano dalla Chiesa e dal Signore sono stato accusato ingiustamente insieme ad altri quattro amici di un reato molto grave, che riguarda la violazione della libertà e della dignità della persona umana. Successivamente giudicato colpevole e condannato sono stato portato nel Carcere Minorile di Palermo, posto ed esperienza che non auguro a nessuno.
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Con la mia testimonianza voglio comunicare a tutti che Dio ascolta le nostre preghiere e che il matrimonio è un sacramento in cui l’amore e la perseveranza possono fare meraviglie. Mi chiamo Massimo ho 45 anni faccio il pescatore, sono sposato da 23 anni e ho due figlie. Prima della mia conversione la mia vita era scandita dai ritmi del mio lavoro, uscite frequenti con gli amici e con persone senza Dio. Il mio rapporto con la fede era superficiale e distante, per lo più sentito come un obbligo: andavo a messa nelle ricorrenze principali, Natale, Pasqua, senza sapere bene il perché ma con grande sacrificio e noia.
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Prima di incontrare il Signore, attraverso la Comunità, avevo toccato il fondo: questa è la testimonianza di una rinascita fisica e spirituale. Mi sono sposata molto giovane e da subito io e mio marito abbiamo avuto nel cuore il desiderio di un figlio. Gli anni passavano e la maternità non arrivava e non c’è tuttora. La mia reazione a questa situazione è stata molto forte. |
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Mi chiamo Chiara e sono di San Giorgio Ionico (TA) ma vivo a Roma da 4 anni. La mia testimonianza parte da quando avevo otto anni e i miei genitori, dopo aver essersi accorti di alcuni miei continui malesseri, cominciarono a farmi fare delle visite mediche. Dopo aver visto tanti specialisti e dopo aver fatto tante analisi in diversi ospedali, mi viene diagnosticata una tiroidite autoimmune di natura ancora ignota, a cui non c’era altra soluzione, se non quella di prendere a vita delle pillole di dosaggio ormonale e sottopormi a controlli periodici ogni sei mesi. Ma il peggio doveva ancora venire!
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La mia testimonianza è la storia comune a tante persone, che hanno convissuto per diversi anni con un vuoto affettivo nel cuore per la perdita di una persona cara. A me questa triste esperienza è toccata nell’adolescenza, quando ho visto mia madre ammalarsi e spegnersi lentamente accanto a me. La mia mamma era una donna piena di gioia di vivere e, quando le fu diagnosticato il suo male, iniziò un cammino di preghiera e di fede, tanto che, vedendo la sua serenità d’animo, tutti credevano possibile il miracolo della sua guarigione... |
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Il ritiro di Assisi con i giovani della comunità ha costituito una tappa decisiva del mio personale cammino di conversione. Le ore di preghiera e di meditazione hanno condotto ad un silenzio interiore che mi ha permesso di capire che c’è uno straordinario tesoro celato dietro al saio povero e sgualcito di San Francesco; un uomo al quale Dio ha fatto dono della luce all’intelletto per comprendere che c’è una ricchezza ed una “caricatura” della ricchezza; chi incontra la vera ricchezza non esita a spogliarsi di quella falsa – anche se posseduta in abbondanza perché estremamente benestante - per annunciarlo a chiare lettere. Chi porta la vera vita - come l’ha portata Gesù - non esita a spogliarsi di quella terrena per donare la prima.
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L’ultima settimana di Agosto io ed altri ragazzi della Comunità Gesù Ama di Roma, accompagnati da alcuni responsabili, siamo partiti per un pellegrinaggio nei due luoghi principali della vita e della predicazione di San Francesco, La Verna e Assisi, cercando di approfondire e capire la sua chiamata e la sua spiritualità. Sono stati cinque giorni molto intensi di preghiera, dove il Signore si è manifestato con potenza, parlando al cuore di ognuno di noi indistintamente e donandoci una consapevolezza della Sua Presenza, che personalmente mi ha ridonato quella Fede che, per vari motivi, lungo il cammino si era affievolita. Attraverso la figura di San Francesco il Signore è venuto a farmi riscoprire la freschezza della mia prima chiamata, quella che ha fatto infiammare il mio cuore e che lo ha fatto accendere di Amore per Lui; quella chiamata che va oltre le difficoltà della vita e che si affida completamente all’Amore di Dio Padre e del Suo Figlio Gesù.
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Durante il mese di agosto, prima di partite per un pellegrinaggio con i fratelli della comunità destinazione la Verna - Assisi, mi chiedevo cosa mi spingesse ad andare...Sicuramente, mi sono detta, mi piace la compagnia delle persone con cui intraprenderò questo pellegrinaggio, ma poi al di sopra di tutto, c'era e c'è in me il desiderio di incontrare Dio, vivere dei momenti alla sua presenza, momenti di infinita intimità e comunione con Lui. La preghiera avvicina ed innalza l’anima verso Dio ed in luoghi come questi ci avviciniamo a Lui in maniera esponenziale, riscoprendo un rapporto di appartenenza e di filialità con il Padre. Vivere questi giorni di preghiera, di silenzio interiore mi ha aiutato ad ascoltare la voce di Dio e lontano dai frastuoni cittadini e dalle continue sollecitazioni della nostra società industrializzata, proiettata al successo individuale, all’importanza dell’apparire, sempre più lontana da Dio e sempre più incentrata sulle capacità umane sino a mettere l’uomo al posto di Dio... la volontà del Signore improvvisamente si è fatta più chiara nella mia anima,nel silenzio dentro di me e intorno a me finalmente l'ho sentito, ho prestato attenzione ai suoi desideri, finalmente mi sono riscoperta capace di parlare con Dio cuore a cuore come mai avevo fatto prima di adesso. |
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Carissimi fratelli della Comunità, sentiamo il bisogno di testimoniare la Grazia che Dio ha portato nella nostra famiglia, soprattutto in vista del prossimo convegno. Io e Matteo siamo sposati dal 2000, sposati in Chiesa, ma animati fino a pochi anni fa una fede, tiepida, “pallida”. Dopo un anno di matrimonio e ripetuti tentativi di procreazione, ho chiesto sulla tomba di Padre Pio la grazia di poter avere presto un figlio e sono rimasta incinta proprio in quei giorni. Immaginatevi la felicità. Il sogno che avevo dentro fin da bambina: diventare mamma. Mentre ero incinta avevo promesso a Dio che avrei accolto con gioia ogni progetto che Egli avrebbe avuto per mio figlio ed in particolare quello della vocazione sacerdotale. Avevo molte ansie,come tutte le mamme in attesa ma confidavo nel Signore.Al compiere del sesto mese mentre il bimbo si muoveva nel mio ventre e io toccavo il cielo con un dito, è arrivata la prova: una grave gestosi e nel giro di pochi giorni mi sono trovata in pericolo di vita, io e il mio bambino. |
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Ciao sono Loredana di Roma, sono appena tornata dal XV convegno nazionale della Comunità Gesù Ama svoltosi a Montesilvano ed ora posso dire che sono felice di esserci stata. Premetto che io ero fra coloro che fino all’ultimo non volevano venire, che mettevano mille scuse per declinare l’invito, ma il Signore è stato irremovibile, mi voleva li. Decisi, dopo tanto insistere da parte dei fratelli, di partecipare per soli due giorni, ma suppongo che per il Signore neanche questo fosse sufficiente. Mi ero organizzata per venire con mia cugina, poi lei non ha più potuto, allora, mi sono messa a cercare qualcuno che potesse venire con me, perché comunque da sola proprio non me la sentivo, ma nessuno della mia famiglia poteva accompagnarmi, stavo per rinunciare ancora...Alla fine decisi di partire sola e per lo più di fermarmi a Montesilvano per l'intera durata del convegno, ovvero quattro giorni... Voi direte... e allora? |
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